Saint Vincent 2017
Saint-Vincent
2017
Festa dei dolci pasquali

Sabato 1 / Domenica 2
Aprile 2017

Cos’è “La Primavera è Dolce”

Lo scopo principale de La Primavera è Dolce è far conoscere, assaggiare ed eventualmente comprare dolci tradizionali pasquali diversi da regione a regione, da contrada a contrada; riunirne tanti quanti non se ne sono mai visti, dando il dovuto risalto anche alla colomba e l’uovo di cioccolato.

Il severo disciplinare dell’evento prevede solo ingredienti naturali: la vera pasticceria artigianale deve puntare sulla freschezza, non ha bisogno di conservanti, emulsionanti e neppure di semilavorati che ne uccidono l’originalità.

La Primavera è Dolce è un’idea di Stanislao Porzio, l’inventore di Re Panettone®.

Approfondimenti

I nostri valori

Re Panettone® e l’evento gemello La Primavera è Dolce hanno lavorato molto per far conoscere ed apprezzare dal pubblico il panettone e la colomba artigianali.

Nel percorso compiuto dal 2008 fino ad oggi hanno imposto ai partecipanti linee guida sempre più severe, nel senso della qualità.

I valori della manifestazione si sono confermati essere:

  • la qualità, fatta di eccellenza sensoriale, freschezza, naturalità, artigianalità
  • le non comuni capacità tecniche e l’etica degli artigiani produttori, necessarie a garantire i massimi risultati.

Per questo sono stati individuati per la selezione dei partecipanti all’evento alcuni strumenti a monte (la prova d’assaggio, l’autorizzazione ASL come prova di avere un proprio laboratorio, la dichiarazione del legale rappresentante della pasticceria come impegno a rispettare le regole) e uno a valle (i controlli a campione con analisi rivelatrice dei mono- e digliceridi aggiunti, sviluppata apposta per Re Panettone® dall’Università degli Studi di Milano).

I visitatori che intervengono all’evento di Milano – ventimila – e alle altre manifestazioni (Re Panettone® Napoli e La Primavera è Dolce a Saint-Vincent) ritornano ogni anno, perché sono certi di trovare la vera qualità.

Re Panettone® ora vuole compiere un nuovo passo avanti: garantire la qualità dei lievitati non solo durante le manifestazioni, ma tutto l’anno, con una certificazione.

Un bollo con ologramma anticontraffazione contraddistinguerà ogni prodotto che l’avrà meritato. Per meritarlo, dovrà essere conforme a un disciplinare basato sulla freschezza, sulla naturalità e sull’artigianalità, che verrà messo a punto con la collaborazione dell’Università degli Studi di Milano, partner scientifico di prestigio mondiale.

Una certificazione prevede anche controlli. Nel nostro caso non saranno semplici analisi chimiche, ma visite a sorpresa nei laboratori delle pasticcerie aderenti di professori o dottorandi dell’Università degli Studi di Milano, per un’ispezione. Le pasticcerie che vorranno la certificazione, dovranno avere sempre le porte aperte per simili visite.

Quando il progetto sarà a regime, verrà implementato anche un sito di vendita, sul quale saranno disponibili tutte le specialità lievitate coperte dalla certificazione. In questo modo la vera qualità sarà a portata di clic.

Le origini della Colomba

La nascita ufficiale della colomba risale ai primi anni del Novecento, quando la ditta milanese Motta, già celebre per i suoi panettoni natalizi, decise di sfruttare i macchinari e gli ingredienti necessari alla lavorazione di quest’ultimo anche nei mesi successivi, dando vita così al tradizionale dolce pasquale. Da allora la colomba si è diffusa in tutta Italia e all’estero; la preparazione classica prevede farina, burro, uova, zucchero, canditi e glassatura di mandorle.

Sebbene la paternità dell’azienda Motta sia più che assodata, nel corso degli anni sono venute alla luce numerose leggende riguardanti la colomba pasquale. Una di queste fa risalire il dolce all’epoca longobarda: durante l’assedio di Pavia (a metà del VI secolo), il re longobardo Alboino si vide offrire in segno di pace un dolce a forma di colomba.

Altre fonti narrano invece di come San Colombano, da cui il dolce prenderebbe il nome, rifiutò di mangiare al banchetto ricco di carni e selvaggina della regina longobarda Teodolinda, come atto di penitenza quaresimale pur non essendo un venerdì. Il santo, affinché la regina non si offendesse, benedisse le pietanze servite, che si trasformarono in candide colombe di pane. La colomba è anche il simbolo iconografico del Santo ed è sempre raffigurata sulla sua spalla.

I pani dolci a forma di colomba di cui si narra nelle leggende e la cui origine rimane incerta differiscono fortemente dalla ricetta degli anni ’30, giunta pressoché intatta fino ai giorni nostri, un fatto che confermerebbe la nascita del dolce in quel di Milano agli inizi del secolo breve.

Saint Vincent

Una perfetta sintonia e simbiosi con la natura.

Sul territorio, oltre una cinquantina di villaggi testimoniamo come l’uomo si sia insidiato su questa terra sin dallo scioglimento dei ghiacci e abbia vissuto per secoli in perfetta sintonia e simbiosi con la natura.

Saint-Vincent, pur non essendo molto vasto, propone ai suoi residenti e ai suoi ospiti numerosi e affascinanti possibilità di scoperta: arte, architettura, ambiente. Alberghi e strutture ricettive sono ai massimi livelli di qualità, così come la professionalità degli addetti ai lavori. L’accoglienza e l’ospitalità degli abitanti di Saint-Vincent sono invariate sin dai tempi antichi.

La sapiente cucina proposta dai ristoratori locali propone ricercati piatti della tradizione che ben si coniugano con dolci, vini e grappe.

Il Palais di Saint-Vincent, inaugurato nel 1999, è un palazzetto in cui hanno luogo concerti e proiezioni cinematografiche, di proprietà del Comune di Saint-Vincent. Il palazzetto è costituito da una grossa struttura geodetica, la struttura indoor più grande della Valle d'Aosta, la seconda come struttura per concerti dopo l'Arena della Croix-Noire: offre 1.600 posti a sedere e 2.000 posti in piedi.